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CONVIVERE CON IL TERREMOTO

ARTICOLO DEL GEOM. PESARESI USCITO SUL SETTIMANALE "LA MERIDIANA" IL 5 NOVEMBRE 2016

AFFRONTIAMO IL PROBLEMA

La nostra Regione, ubicata in zona sismica, negli ultimi periodi è stata soggetta a frequenti movimenti sismici che, con l’ultimo forte evento di domenica 30 ottobre, ha raggiunto il 6,5 grado di magnitudo.

Per la professione che svolgo ormai da oltre 25 anni, molti amici e clienti di vecchia data mi hanno chiesto se anche noi dobbiamo temere  disastri paragonabili, o peggiori, di quelli che hanno sconvolto le aree edificate del nostro entroterra.

Premesso che, come sappiamo tutti, non è obiettivamente possibile prevedere i terremoti, sono però in obbligo di rassicurare positivamente tutti noi, in quanto il nostro territorio (Osimo e aree limitrofe) è posto ad una certa lontananza dai punti più critici delle faglie appenniniche. Vi è inoltre da considerare che, mediamente, le nostre strutture presentano caratteristiche costruttive migliori rispetto agli antichi borghi medievali o comunque agli edifici e nuclei storici nati in epoca remota e realizzati con materiali poveri: pietre irregolari, sassi e ciottoli tondi o fortemente smussati, il tutto legati con una malta di cattiva qualità principalmente formata da terra, sabbia e acqua. Inoltre anche il livello medio di manutenzione delle nostre case e degli edifici produttivi è superiore, anche per motivi economici, a quello dei paesi dell’entroterra umbro/marchigiano.

E’ poi ovviamente vero che anche nelle nostre zone vi sono casi dove gli edifici, per cattiva manutenzione, deficienze costruttive o particolare tipologia di fabbricazione, presentano invece punti critici e quindi sono maggiormente esposti a danni o crolli in caso di forti terremoti. E questo vale in particolar modo per il Centro Storico, per i vecchi nuclei delle frazioni e per le case coloniche non adeguatamente ristrutturate.

Detto quanto sopra, mi sento quindi in dovere di sensibilizzare tutti i cittadini, ove necessario o qualora si ravvisassero dei dubbi sulla consistenza statica del loro immobile, a richiedere una visita ispettiva preliminare a un tecnico di fiducia (geometra. Ingegnere, architetto o geologo) regolarmente iscritto all’Albo/Ordine professionale. Anche perché, come recita un vecchio detto “prevenire è meglio che curare”.

Nella prossima informativa, si potrà approfondire ulteriormente questo delicato argomento, anche alla luce dei contributi e delle risorse economiche che il Governo sta pianificando, sia per far fronte all’emergenza e sia per mettere in sicurezza, con la progettazione e l’esecuzione di opportune opere edili, l’enorme patrimonio edilizio pubblico e privato.

 

COSA FARE IN CASO DI FORTE SCOSSA SISMICA

E’ bene ricordare, anche se la cosa è ormai ben risaputa, che non appena avvertiamo il terremoto dovremo cercare di uscire immediatamente al di fuori del fabbricato (se l’uscita è velocemente alla nostra portata come nelle abitazioni del piano terra) oppure cercare riparo in vicinanza o sotto i travi in cemento armato o le aperture dei muri interni portanti (detti anche maestri o di spina). 

Bisogna comunque evitare di fermarsi lungo le pareti esterne, vicino alle finestre, sui balconi, sulle scale di remota costruzione, o ripararsi sotto i cornicioni o altri elementi deboli del fabbricato.

 

LA BUFALA DELLA MAGNITUDO TAROCCATA

Vorremmo infine sfatare, una volta per sempre, la storiella sul fatto che l’intensità dei terremoti venga manipolata ad arte dal Governo o da alcuni Enti per evitare i risarcimenti. Meglio fare un po' di chiarezza anti-bufale e smontare i cattivi pensieri dei “complottisti ad ogni costo”.

Sui social network troppe volte si leggono delle inesattezze e delle stupidate che hanno il solo scopo di creare confusione e destabilizzare il sistema. Una di queste è il presunto taroccamento della magnitudo del sisma verso il basso allo scopo di evitare che lo Stato debba accollarsi i costi della ricostruzione. Questa cosa è priva di ogni fondamento, anche perché il calcolo dei danni e il successivo risarcimento economico messo a disposizione dallo Stato non vengono determinati sulla magnitudo della scala Richter (che misura l’intensità dei terremoti), ma sull’intensità del sisma in termini di danni prodotti sul territorio.  Quindi, più danni ci sono più aumentano i fondi messi a disposizione dal Governo.

Le differenze di misurazione che avvengono nei primi minuti post terremoto, sono invece esclusivamente dovute a dei calcoli automatici preliminari del sistema di monitoraggio, che servono soltanto a far comprendere immediatamente il livello medio del sisma e quindi a mettere in moto la complessa macchina dei soccorsi. Poi, normalmente entro i primi 30 minuti dalla scossa, i sismologhi dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) analizzano i dati ed elaborano una localizzazione ed una magnitudo estremamente precisa, che vengono poi comunicate al Dipartimento della Protezione Civile.

 Osimo lì 31.10.2016

Geom. Paolo Pesaresi

Studio Tecnico Pesaresi - Osimo AN

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