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   Studio Tecnico Pesaresi del geometra Paolo Pesaresi, via Pompeiana 3, 60027 Osimo (AN)

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SICUREZZA NEI CANTIERI EDILI: D.Lgs. 81/2008

 

PRESTAZIONI SULLA SICUREZZA NEI CANTIERI EDILI SVOLTE DALLO STUDIO TECNICO PESARESI

Lo Studio Tecnico del geometra Paolo Pesaresi di Osimo, in tema di sicurezza sui cantieri edili (D.Lgs 81/2008, Testo Unico sulle norme di sicurezza) e in presenza di più imprese (anche con lavorazioni non in contemporanea), può essere incaricato per svolgere le due seguenti figure tecnico/professionali:

Coordinatore per la progettazione della sicurezza;

Coordinatore per l’esecuzione della sicurezza

 

QUANDO SERVE IL PIANO DI SICUREZZA NEI CANTIERI EDILI?

In base al D.Lgs 81/2008, il Piano di Sicurezza e Coordinamento (con nomina del coordinatore alla progettazione e coordinatore dell'esecuzione alla sicurezza, da parte della committenza)  e il Piano Operativo di Sicurezza (che deve essere invece redatto dalle imprese edili), che si rendono utili per definire l’architettura del cantiere, sono obbligatori quando risulta necessario coordinare le attività edilizie svolte da più imprese edili, al fine di evitare eventuali interferenze durante lo svolgimento dei lavori nel medesimo cantiere.

Il piano di sicurezza e coordinamento nei cantieri edili non deve invece essere redatto quando i lavori sono svolti da un unica impresa costruttrice. In questo caso è sufficiente il solo P.O.S (piano operativo di sicurezza) redatto dall'impresa dei lavori.

 

RICHIESTA INFO E PREVENTIVI

Per qualsiasi prestazione tecnica sulla sicurezza da effettuare nei cantieri edili ubicati nei comuni di Osimo, Castelfidardo, Offagna Filottrano, Numana, Sirolo, Porto Recanati,  Camerano, Loreto, Ancona, Polverigi, Agugliano, Chiaravalle, Jesi, Santa Maria Nuova, Falconara Marittima, Senigallia, Recanati, Montefano, Civitanova Marche, Potenza Picena o zone limitrofe contattaci e chiedici un preventivo!

 Invia la tua richiesta di preventivo a info@studiopesaresi.it oppure telefona al n. 0717133401

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TESTO UNICO DELLE NORME IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

 

PREMESSA

La presente pagina contiene una sintesi indicativa della normativa sulla sicurezza dei cantieri edili. Ogni singolo cantiere edile dovrà essere verificato attentamente con un tecnico di fiducia sulla scorta dei contenuti e previsioni dei D. Lgs 81/2008 ed eventuali successive modificazioni e integrazioni.

 

SINTESI NORMATIVA sulle PROCEDURE da ADOTTARE nei CANTIERI EDILI TEMPORANEI o MOBILI

Il nuovo Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro dedica l'intero TITOLO IV (articoli da 88 a 160)  alle opere di cantiere. Il nuovo D.Lgs 81/2008, redatto molto velocemente anche a seguito della spinta emotiva popolare derivata dagli eventi infortunistici di inizio 2008, vuole rappresentare un primo riordino delle molteplici norme in materia di sicurezza e salute sul lavoro. Di seguito si riporta la prima circolare illustrativa redatta dalla Confindustria, relativamente alla porzione del D.Lgs 81/08 TITOLI IV.

 

TITOLO IV  - CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI

 CAPO I - Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili

Il Capo I raccoglie ed armonizza, in tutto o in parte, la normativa speciale relativa ai lavori edili e di genio civile (D.Lgs.  n. 164/1956,  D.P.R. n. 547/1955, D.Lgs. n. 494/1996, D.P.R.  n. 222/2003).

Si analizzano di seguito le novità introdotte dal legislatore.

 

Definizioni (art. 89)

Viene parzialmente modificata (lett. c) la definizione di “responsabile dei lavori”, che ora “è” “incaricato, dal committente,” della progettazione o del controllo dell’esecuzione dell’opera, mentre, secondo l’art. 2 del D.Lgs. n. 494/1996, “poteva” essere incaricato. Ciò comporta l’obbligo di nominare questa figura, che deve necessariamente coincidere con il progettista, per la fase di progettazione dell’opera, e con il direttore dei lavori, per la fase di esecuzione dell’opera.

Un’altra novità rispetto al D.Lgs. 494/1996 riguarda il “coordinatore per l’esecuzione” (lett. f) che, oltre a non poter coincidere con il datore di lavoro dell’impresa esecutrice, come già previsto in precedenza, adesso non può coincidere con un dipendente dell’impresa esecutrice o con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP).

Per quel che concerne il piano operativo di sicurezza (POS) (lett. h), il TU specifica che i contenuti dello stesso sono riportati nell’allegato XV, nel quale sono presenti tutte le previsioni del D.P.R. n. 222/2003 (Regolamento sui contenuti dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili, in attuazione dell’art. 31, comma 1, della legge n. 109/1994).

Vengono inserite, infine, le definizioni di impresa affidataria (lett. i) (impresa titolare del contratto di appalto con il committente che, nell’esecuzione dell’opera appaltata, può avvalersi di imprese subappaltatrici o di lavoratori autonomi) e di idoneità tecnico-professionale (lett. l) (possesso di capacità organizzative, nonché disponibilità di forza lavoro, di macchine e di attrezzature, in riferimento alla realizzazione dell’opera).

 

Obblighi del committente o del responsabile dei lavori (art. 90)

Il comma 3 stabilisce che il committente, anche nei casi di coincidenza con l’impresa esecutrice, o il responsabile dei lavori designa il coordinatore per la progettazione, quando vi siano cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese anche non contemporanea.

Questa designazione, quindi, non è più legata, come in passato, all’entità presunta del cantiere (pari o superiore a 200 uomini-giorno) e alla presenza di rischi particolari, con la conseguenza di obbligare anche il committente di piccoli lavori ad ottemperare ad obblighi di notevole rilevanza, come la redazione del Piano di sicurezza e di coordinamento (PSC), del fascicolo tecnico e della notifica preliminare.

Il comma 9 obbliga il committente a verificare l’idoneità tecnico-professionale dell’impresa affidataria oltre che delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, secondo le modalità definite nell’allegato XVII.

In questo allegato si elencano i documenti che le imprese dovranno esibire al committente o al responsabile dei lavori. Molti di questi documenti sono, tuttavia, già contenuti nel piano operativo di sicurezza (POS) che tutte le imprese sono tenute a redigere e trasmettere al CSE (documento di valutazione dei rischi, elenco dei dispositivi di protezione individuale, nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, ecc.).

Si tratta quindi di un notevole appesantimento di adempimenti di carattere burocratico-cartaceo,  in contrasto con l’obiettivo di semplificazione espressamente indicato nei criteri di delega.

Il comma 10 prevede la sospensione dell’efficacia del titolo abilitativo in assenza del PSC o del fascicolo o della notifica preliminare, quando previsti.

Il comma 11 dispone che, nel caso di lavori non soggetti a permesso di costruire, il committente non deve designare il coordinatore per la progettazione, ferma restando l’ipotesi di designazione del coordinatore per l’esecuzione qualora, dopo l’affidamento dei lavori ad un’unica impresa, l’esecuzione di essi o di parte di essi sia affidata a una o più imprese.

Se tale interpretazione risultasse corretta, il caso di esclusione dell’obbligo di designazione sarebbe solo quello relativo a lavori, non soggetti a permesso di costruire, affidati ad un’unica impresa.

  

Obblighi del coordinatore per la progettazione  (art. 91)

Il  comma 1, lettera b), riporta nell’allegato XVI i contenuti del fascicolo che nel D. Lgs. n. 494/96 erano demandati ad un apposito decreto interministeriale mai emanato.

 

Responsabilità dei committenti e dei responsabili dei lavori (art. 93)

Il comma 1 aumenta le responsabilità del committente rispetto a quanto previsto al comma 1 dell’art. 6 del D.Lgs. n.494/96. Infatti il committente è ora obbligato comunque a   verificare che il responsabile dei lavori adempia ai propri obblighi (art. 90),   verificare che il coordinatore per l’esecuzione segnali le inosservanze delle imprese alle norme di sicurezza e proponga la sospensione dei lavori, l’allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere o la risoluzione del contratto (art. 92, comma 1, lettera e)  verificare la trasmissione della notifica preliminare (art. 99).

Il comma 2 esonera, invece, il committente dalla responsabilità di verificare che il coordinatore per la progettazione abbia redatto il PSC e il fascicolo (art. 91, comma 1), nonché dalla responsabilità di verificare che il coordinatore per l’esecuzione svolga correttamente i propri compiti (art. 92, comma 1, lettere a), b), c), e d).

 

Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti  (art. 96)

Estende gli obblighi che prima erano esclusivamente di pertinenza dei datori di lavoro, ai dirigenti ed ai preposti. Sono stati inoltre aggiunti alcuni obblighi in merito all’organizzazione del cantiere ed alla protezione dei lavoratori contro le influenze atmosferiche.

 In particolare, il comma 2 introduce il principio secondo il quale l’accettazione da parte di ciascun datore di lavoro delle imprese esecutrici del piano di sicurezza e di coordinamento e la redazione del piano operativo di sicurezza costituiscono, limitatamente al singolo cantiere interessato, adempimento dell’obbligo di redazione del documento unico di valutazione dei rischi derivanti dalle interferenze (DUVRI).

 

Obblighi del datore di lavoro dell’impresa affidataria (art. 97)

La disposizione stabilisce gli obblighi posti in capo al datore di lavoro dell’impresa affidataria, tra i quali la vigilanza sulla sicurezza dei lavori affidati e sull’applicazione da parte delle imprese subappaltatrici e dei lavoratori autonomi, di quanto contenuto nel PSC.

 Il datore di lavoro dell’impresa affidataria è anche responsabile degli obblighi di cui all’art. 26 (Obblighi connessi ai contratti di appalto o d’opera o di somministrazione), con esclusione della redazione del documento unico di valutazione dei rischi e del documento di valutazione dei rischi proprio di ciascuna impresa.

In tal modo vengono assegnati all’impresa affidataria obblighi propri del coordinatore in fase di esecuzione.

 

Requisiti professionali del coordinatore per la progettazione, del coordinatore per l’esecuzione dei lavori (art. 98)

In merito ai corsi di formazione (commi da 2 a 6 e Allegato XIV), sono stati inseriti nuovi aspetti: l’obbligo della verifica finale di apprendimento, le modalità di svolgimento dei corsi e l’obbligo dell’aggiornamento quinquennale della durata complessiva di 40 ore.

 

Obblighi di trasmissione  (art. 101)

 Il comma 3 specifica che l’impresa esecutrice deve trasmettere il proprio piano operativo di sicurezza all’impresa affidataria, la quale, previa verifica della congruenza rispetto al proprio, lo trasmette al coordinatore per l’esecuzione. I lavori hanno inizio dopo l’esito positivo delle suddette verifiche che sono effettuate tempestivamente e comunque non oltre 15 giorni dall’avvenuta ricezione.

Nella formulazione dell’art. 13 del D.Lgs. n. 494/96 era previsto invece che ciascuna impresa esecutrice trasmettesse direttamente il proprio POS al coordinatore per l’esecuzione. Ancora una volta l’impresa affidataria è chiamata a svolgere compiti propri del coordinatore in fase di esecuzione.

 

Modalità di previsione dei livelli di emissione sonora (art. 103)

L’articolo 16 del D.Lgs. n. 494/96 consentiva al datore di lavoro di calcolare l’esposizione quotidiana personale di un lavoratore al rumore, in fase preventiva, sulla base di studi e misurazioni validati dalla Commissione consultiva oggi disciplinata dall’art. 6, TU.

Questo principio fu inserito proprio per tener conto delle specificità delle lavorazioni di cantiere e per il carattere di temporaneità delle stesse.

La nuova formulazione fa riferimento non più all’esposizione quotidiana personale di un lavoratore ma alla emissione sonora di attrezzature di lavoro, macchine ed impianti.

La previsione necessita di un chiarimento, dal momento che sembra invalidare la metodologia, riconosciuta dal Ministero del lavoro, adottata finora nel settore delle costruzioni.

 

CAPO II - Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota

Il Capo II raggruppa la previgente normativa per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni, di cui al D.P.R. n. 164/1956 (ad esclusione degli articoli riferiti alle macchine, che trovano collocazione nell’Allegato V del TU), alcuni principi presenti nel 626 (ad esempio la definizione di lavori in quota, l’inserimento del PiMUS – Piano di montaggio uso e smontaggio , ecc.), nonchè altre previsioni già contenute nel D.P.R. n. 547/1955.

Le circolari ed i decreti in materia di sicurezza nelle costruzioni che si sono susseguiti nel tempo e che riguardano aspetti tecnici,  trovano collocazione negli allegati al TU. E’ il caso, ad esempio, della circolare ministeriale relativa alle verifiche di sicurezza dei ponteggi metallici fissi, i cui contenuti sono riportati nell’Allegato XIX.

Risulta palese l’intento del legislatore di svecchiare concetti elaborati più di 50 anni fa ed ormai superati: sono stati eliminati i riferimenti a tecniche oggi non più adottate (ad es. la fossa della calce), mentre si è tenuto conto dell’evoluzione tecnologica al fine di garantire l’apertura verso i nuovi materiali in uso e le nuove tecnologie.

Ne è un esempio evidente le Sezione V: PONTEGGI FISSI, che si applica non solo ai ponteggi costituiti da elementi metallici, come riportato nel D.P.R. n. 164/1956, ma anche ad elementi non metallici.

E’ stata superata quindi l’inadeguatezza del vecchio decreto che in alcuni punti manifestava una rigidità che non consentiva l’applicazione di tecniche diverse da quelle espressamente scritte. Per chiarire meglio questo concetto si può far riferimento all’ancoraggio dei ponteggi: il D.P.R. n. 164/1956 prevedeva esclusivamente l’adozione di sistemi a rombo, la nuova normativa prevede anche l’adozione di sistemi di pari efficacia.

Questi aspetti sono indubbiamente apprezzabili. Di seguito analizziamo le novità introdotte dal legislatore.

 

Attività soggette (art. 105)

Il campo di applicazione del vecchio D.P.R. n. 164/1956 viene esteso anche ai lavoratori autonomi. Inoltre vengono dettagliate le tipologie di lavoro cui si applica il Capo II.

 

Definizioni (art. 107)

Viene mutuata  dal 626 la definizione di lavoro in quota.

 

Protezione dei posti di lavoro (art. 114)

Il comma 1 ribadisce il principio, già espresso nel D.P.R. n. 164/56, secondo cui i posti di lavoro in cui si svolgono lavorazioni a carattere continuativo devono essere protetti.

Peraltro la nuova norma consente di utilizzare una protezione effettuata mediante un solido impalcato contro la caduta di materiali, senza far riferimento ad inutili dimensioni prefissate.

 

Lavori in prossimità di parti attive (art. 117)

La disposizione modifica l’art. 11 del D.P.R. n. 164/56 con una formulazione poco chiara.

Sono stati eliminati i riferimenti a distanze prefissate (5 metri), indicando, tra le precauzioni da adottare per poter effettuare lavori in prossimità di parti elettriche attive, quella di “tenere in permanenza persone, macchine operatrici, apparecchi di sollevamento, ponteggi ed ogni altra attrezzatura, a distanza di sicurezza”.

Sembrerebbe pertanto che venga lasciata al datore di lavoro una discrezionalità nella valutazione della distanza di sicurezza dalle linee elettriche o da impianti elettrici con parti attive non protette. Confrontando però questo articolo con quanto previsto dall’art. 83, che tratta lo stesso argomento, sembrerebbe evincersi la possibilità di far riferimento alla Tabella 1 dell’allegato IX che riporta le distanze minime di sicurezza in funzione dei valori di tensione.

Questo riferimento tuttavia non trova riscontro in un espresso richiamo allo stesso articolo 83 e, pertanto, si rende necessario sul punto un chiarimento.

 

Pozzi, scavi e cunicoli (art. 119)

Con previsione innovativa,  il comma 7 dispone che nei pozzi e nei cunicoli sia prevista una adeguata assistenza all’esterno e le dimensioni devono essere tali da permettere il recupero di un lavoratore infortunato privo di sensi.

 

Autorizzazione alla costruzione ed all’impiego (art. 131)

Nell’intento di aggiornare e migliorare le condizioni di sicurezza in funzione del progresso tecnico e normativo, il comma 3 prevede la possibilità di richiedere al Ministero del Lavoro, oltre all’autorizzazione alla costruzione ed all’impiego, anche l’attestazione della rispondenza del ponteggio, già autorizzato, alle norme UNI.

 

Progetto (art. 133)

I commi della disposizione sono stati aggiornati alla luce di quanto riportato al comma 1 dell’art. 36-quater del 626. Pertanto, per i ponteggi di altezza superiore a 20 metri e per quelli per i quali nella relazione di calcolo non sono disponibili le specifiche configurazioni strutturali utilizzate con i relativi schemi di impiego, nonché per le altre opere provvisionali costituite da elementi metallici o non, si parla ora di calcolo di resistenza e stabilità e non solo di calcolo.

Per i ponteggi per i quali nella relazione di calcolo non sono disponibili le specifiche configurazioni strutturali utilizzate con i relativi schemi di impiego, viene esclusa la possibilità, in precedenza consentita al datore di lavoro dal comma 2 dell’art. 36-quater del 626, di non procedere alla redazione di un calcolo di resistenza e stabilità nel caso di assemblaggio del ponteggio in conformità ai capi IV, V, VI del D.P.R. n.164/1956 (integralmente riportati nel TU).

 

Norme particolari  (art. 138)

Il comma 2 tiene conto delle nuove tecnologie, in linea con le norme di buona tecnica europee laddove prevede che le tavole del piano di calpestio possono avere un distacco dalla muratura non superiore a 30 centimetri.

Lo stesso articolo introduce inoltre alcune deroghe nell’applicazione delle disposizioni sui ponteggi in legno ai ponteggi costituiti da elementi metallici o non. Queste deroghe trovano  giustificazione nelle norme di buona tecnica europee, nel progresso tecnologico e nell’ottica del miglioramento continuo delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori.

 

Ordine delle demolizioni (art. 151)

Il comma 2 specifica che il programma contenente la successione dei lavori di demolizione deve essere contenuto nel POS, tenendo conto di quanto indicato nel PSC, ove previsto.

 

Misure di sicurezza (art. 152)

Nel caso di operazioni di demolizione dei muri di altezza inferiore ai due metri (e non più inferiori a 5 metri) non sono richiesti (comma 3) ponti di servizio indipendenti dall’opera in demolizione (comma 1) e non si applica il divieto di lavorare e fare lavorare sul muro stesso (comma 2).

 

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