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E' CASA TUA. DECIDI TU?

E’ casa tua, decidi tu … e all’accatastamento (forse) ci pensa il Comune

ARTICOLO DEL GEOM. PESARESI USCITO SUL SETTIMANALE "LA MERIDIANA" IL 7 MARZO 2015

 

Il Governo sta presentando lo spot pubblicitario “È casa tua, decidi tu”, con l’intento di propagandare le semplificazioni sui lavori introdotte dal DL “Sblocca Italia”. Un’iniziativa meritoria in quanto lo spot rappresenta un ottimo veicolo per illustrare ai cittadini le novità legiferate. Tutto bene, quindi, se non fosse che la lodevole iniziativa è stata compromessa dagli errati contenuti che conducono a false aspettative, illusioni e dubbi.

 Nel messaggio pubblicitario si racconta infatti una falsa realtà, nella quale sembra che il cittadino possa fare tutto da sé. Ma, purtroppo, non è affatto così: la legge, in caso di lavori di frazionamento/fusione immobiliare o di manutenzione straordinaria interni o esterni, prevede un progetto e una serie di elaborati tecnici a firma di tecnici abilitati. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di spiegare perché lo spot è errato e ingannevole. Lo spot recita:

1) “Prima, quando pensavi di ristrutturare la casa, tra il dire e il fare c’era sempre di mezzo il mare”. Affermazione forse esagerata ma veritiera. Però anche oggi, purtroppo, le cose stanno così!

2)“Vuoi ristrutturare casa, unire due unità immobiliari o dividerla per farne due sarà più semplice e veloce”.  Falso, in quanto il tempo necessario per ottenere le autorizzazioni è esattamente lo stesso.

3)“Per iniziare i lavori basta comunicarlo al Comune e iniziare subito”. Si, certamente, ma solo dopo che un tecnico abilitato avrà: acquisito la documentazione preliminare, effettuato l’accesso agli atti comunali e catastali per verificare la conformità dell’immobile, verificato le norme, eseguito il progetto completo di relazioni, elaborati grafici e fotografici e dichiarazioni varie, asseverato la pratica e verificato l’idoneità dell’impresa anche tramite la richiesta del DURC. Il tutto a meno di non volere incappare in una denuncia per lavori abusivi o irregolari con il fermo dei lavori e multe salate.

4)“Hai meno documenti da presentare”. Falso: i documenti sono esattamente gli stessi (tanti, troppi) a partire, in caso di frazionamento, dal progetto architettonico, impiantistica, acustica, termica, igiene, scarichi acque e nuova agibilità con relative certificazioni degli impianti modificati! Inoltre va applicata la sicurezza dei cantieri (D.Lgs 81/2008) e verificata la conformità delle opere al testo unico dell’edilizia (D.P.R. 380/2001) e al P.R.G..

5)“In caso di frazionamento non paghi gli oneri concessori comunali”: questo è vero ma la cosa va verificata caso per caso. 6) In ultimo si conclude con “e all’accatastamento ci pensa il Comune! Si certo, andiamolo a chiedere al Comune (proviamo con Osimo) se e quando ci fa l’accatastamento. E se anche fosse così, i costi chi li paga? Vero è, invece, che il Comune non può fare l’accatastamento per una serie di motivi a iniziare dal conflitto d’interessi che s’instaurerebbe: vi immaginate il Comune che con l’accatastamento propone il classamento della casa, e quindi la rendita, per poi farci pagare l’IMU e le altre tasse sulla casa proprio in base alla rendita catastale attribuita da lui stesso? Inoltre i Comuni, pur avendo del personale qualificato, sono però sotto potenziati e oberati di lavoro, e anche ammesso che si trovi del personale disponibile, questo, dall’oggi al domani, non può essere reso competente in materia di Catasto. Infatti i Comuni, già in ristrettezze economiche, si dovrebbero dotare di programmi informatici idonei con altri costi e spese anche per la formazione del personale, quando invece c’è, da sempre, la categoria dei Geometri che è perfettamente preparata e attrezzata in materia catastale. Appare quindi evidente l’impraticabilità di tale previsione, almeno fin tanto che non saranno modificate le procedure per l’aggiornamento catastale.

Quindi “decidi tu” ma solo se quello che vuoi fare va bene secondo le norme edilizie, urbanistiche, sismiche, sicurezza ecc., altrimenti non decidi un bel nulla! Altro che chiarezza e semplificazione!

Morale della favola: prima di eseguire i lavori, anche di semplice tinteggiatura esterna, devi sempre informarti bene presso gli uffici tecnici comunali o attraverso un tecnico professionista che, grazie alla sua competenza, potrà aiutarti a fare i lavori nella maniera opportuna senza il rischio di violare Leggi o commettere abusi o reati.

 Una volta, a proposito degli spot pubblicitari, si usava dire “pubblicità progresso”. Oggi, in questi casi, si dovrebbe invece dire “pubblicità regresso”.

 

  Vedi anche: semplificazione dei lavori privati: i tecnici contro lo spot del Governo by edilportale

Vedi anche: il contro spot dei geometri sulla finta semplificazione (by ediltecnico)

 

Geom. Paolo Pesaresi

Studio Tecnico Pesaresi - Osimo AN

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